Cupezze

Oggi il cielo è un’arena

ove spazzano venti di bassa quota

quelli che agitano i canneti

e si rincorrono di valle in valle

on discesa a capriole

rimproverati dalle chiome dei pini che dicono..no

non così … piangono i primi fiori

Oggi il cielo aspetta la luna, quella tonda

che illumina le siepi e ombreggia i passaggi ai cinghiali

Brividano anche le giunchiglie salutando i raggi d’un tramonto

che pare dar spazio alle nebbie, alle foschie del nostro tempo

Fantasia

Nei tardi sogni odo il blandire dell’aria sui petali delle primule

il gorgogliare degli aliti nei concavi delle viole

In questi flauti ingioiello la vita

quella che suona stonata da dolore e cupezze

e risorge l’armonia con suoni percepiti dal cuore

Oh

la prima farfalla gialla

quella che fugge dai cavoli con volo spigoloso!

Sembra che salti di mensola in mensola nell’aria luminosa

come trovasse appoggio ad ogni scatto di volo

Su quanti appoggi non visti

ma solidi come un punto nell’aria

mi sono serviti per cogliere ancora questa beatitudine

per guardare con occhi curiosi questo incessante ripetersi

viole, primule, giunchiglie

ali di pupe bizzarre vestite da dama

Pagina

La pagina dev’essere bianca, pulita

una pista d’atterraggio

La penna d’inchiostro fluente, caldo

ben sciolto che non impappini il fluire

che non condensi il pensato che deve essere

libero impasto tra il mio uovo e la chiocciatura

amata e disperata nascita dei miei versi

Libro verde

Il libro verde, quello che tengo vicino al freno a mano

dove atterrano pensieri volanti

in attesa di certezza e rifornimento

è un posto ad acqua cheta ove punti e virgole

sono ancore e boe

E’ un bisogno per la torre di controllo del mio spirito

I miei aerei di carta a muso alitato

vi scendono dritti ed appoggiano un’ala

come a dire “t’aspetto”

BUIO

Buio di bosco, sonoro sibilo infiltrato d’aria in soffio

Buio fitto che riflette lo slittare della luce sulle foglie

E’ in fuga per ogni dove, frantumata in stille di coriandoli

così piccole da riunirsi nelle pieghe delle cose

in attesa d’un’onda lunare a cui aggrapparsi

tornare a danzare in vortice felice

Ancora nebbie

Le nostre nebbie, quelle liguri

fuggono inseguite dal soffio del vento marino

e come gioco di gatto occhieggiano dietro cime tonde

Altre nebbie s’affacciano alle linee montane

a tempo inverso

per godersi il grigio del mare

Sembrano un alito, un sospiro

d’una gola da cui corde vocali immense

vibrano brividi d’umidi sensi

Sanno di sale

polvere magica aspersa come una benedizione

Volontà

Come cane fedele la volontà mi anticipa e retroguarda

abbaia intenzioni, festeggia in lai

poi uno scontro, quello del fare

sempre più smilzo, ideale

Un fare magro a vele sgonfie

eppur c’è vento

sartie logore, tendini stanchi

offrono appigli insicuri

Volontà evanescente

RIPOSINO

No, non vado a dormire

vado a pensare, a dire cose di senso

per me, a me, con me

Non dormo, navigo nella barca del pensiero

e remo, vogo di volontà

penso e mi pare d’incontrare la luce del vero

ove specchio la gioia del pensiero senza stupidi fuori traccia